Uno strano caso per Botolo

di Eleonora PizziRead and Play per Kobo Plus


“L’area cani, guagliò, non è per mammolette. Stattene lì buono fuori dall’ingresso a leggerti il tuo Kobo e quando arriva qualcuno gli rifili il numero. Non quello scarabocchio sporco di sugo che avevi la prima volta che t’ho visto qua in giro, sient’ a mme: dai i biglietti da visita che t’ho fatto stampare. Se non ci fossi io a insegnarti la vita, guagliò…”.

Mi chiamo Tommy.
Ho trent’anni, una diagnosi infausta di timidite acuta cronicizzata e un maestro di vita.
No, non Yoda.
Botolo.
Un cucciolo di golden retriever.
I biglietti da visita servono al primo dei miei due lavori, quello diurno: faccio il cercatore di lavoro. La ricerca del momento si concentra sul dog-sitteraggio, e per Botolo non ho speranze di esercitare se non distribuisco un pezzo di carta con il mio numero di telefono con la faccia di un carlino al posto degli zeri. Il secondo lavoro, notturno, è il lettore insonne Kobo-dipendente. Peccato che nessuno di questi impieghi produca reddito, capitalisticamente concepito.

Do retta a Botolo e alla sua spocchia solo per due chiari e lineari ordini di motivi.

Uno: Adam Levine. Martella nelle orecchie I need a girl like you da giorni nei miei padiglioni auricolari. Dovrò pur farlo smettere.

Due: la sua padrona.
Vale.
Amante dei libri. Capelli di liscio velluto rosa profondo e lineamenti da dea. Fiera, aria inaccessibile. Tecnica del suono di gente di cui il sottoscritto ha gli album fatti autografare dopo ore di appostamenti fuori dai concerti, oltre che spintonate della security. Ipovedente.

È stato questo dettaglio a far sì che il perfido retriever perorasse la mia causa di innamorato secco.
“Non puoi capire, guagliò, non le leggo ad alta voce i suoi libri solo quando sta in libreria a comprarne altri! Alla mia pallina da riporto è venuta la muffa da quanto non ci gioco più! Me so’ stufato, mo’ tu la vuoi e tu te la pigli e diventi il suo lettore al posto mio”.
“Ma se mi si secca la lingua già solo quando la penso!”.
“Ovvero sempre. Ripigliati! Ci sta quell’abbonamento nuovo, Kobo Plus”.
“Ne ho sentito parlare. E-book illimitati a 9,99 al mese, no?”.
“Esatto, e pure gli audiolibri, stesso prezzo”.
“E perché non se lo fa, allora? Sentirti leggere Dostoevskij dev’essere piacevole come prestare un libro e ritrovarselo con le orecchie alle pagine”.
“M’offendi ancora così e t’azzanno, guagliò. Quella sta in fissa col cartaceo. È per questo che tu, sul tuo Kobo… che modello c’hai? Il Sage? Li puoi ascoltare da quello gli audiolibri”.
“No, il Libra 2. Regalo di zia a Natale”.
“Vabbuò, e brava la zia, funziona pure con questo. Tu attiverai l’abbonamento Kobo Plus, quello a 12,99 con e-book e audiolibri insieme, e le farai ascoltare una dichiarazione d’amore di un romanzo. Ché se aspetto che vengano le parole a te, guagliò, finisce che la mia pallina la riprendo nella bara”.

M’illumino d’immenso e nel contempo valuto con quanta forza calibrare il calcio nel sedere che gli vorrei rifilare. Alla fine capitolo. “Botolo, sei un genio!”.
“Modestamente”.
“Ma non ce li ho i soldi per attivare l’abbonamento”.
“Quant’ si fesso! Ogni abbonamento Kobo Plus tiene i primi 30 giorni di prova gratis. Lo attivi subito, cerchi parole d’amore belle belle negli e-book disponibili, che tanto son di tutte le case editrici, vedi che ne trovi a strafogarti. Poi ti faccio assumere… da n’amico mio, che paga il triplo del CCNL dog-sitter base, e stai a posto”.
“E perché dovrebbe pagare il tr…”. Uh-oh.
“Oh, guagliò. Che c’hai? Infartino? Paresi? Ah no, vabbuò: sta arrivando Vale a prendermi. Statt’accuort e fa’ come t’ho detto. E svegliati! …ben ritrovata, mia sfolgorante sovrana!”.
“Botolo, non si parla con gli estranei”.

Ora. Persino lui riconoscerebbe che la gola di ogni mia chance è stata recisa da questa rasoiata di ghiaccio dagli occhi e gettata nell’immondizia dallo schifo nel tono di voce. Invece, mentre la schiena della sua padrona accarezzata da lunghe onde fucsia lascia dietro di sé una scia ipnotica, trotterellandole al fianco, Botolo gira il muso verso di me e scandisce in silenzio, lentamente, Kobo Plus.
Mi dovrò arrendere?

continua…
(presto la seconda parte del racconto)


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Leggi l’articolo precedente: L’amore ai tempi dell’audiolibro.

[Foto di Clorinda Galluzzo]

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