Il morso della vipera – Alice Basso

di Eleonora Pizzi


Alice La Maga Basso è il suo vero nome per esteso, se andate a spulciare tra gli archivi dell’anagrafe del Comune di Milano ne avrete la conferma. Non può essere altrimenti, perché scrivere di fascismo e patriarcato nella Torino del 1935 attraverso il punto di vista di una donna bella e intelligente e riuscire nell’impresa di far rotolare dalle risate è cosa più attinente al campo del paranormale. Invece, Alice crea davvero questa storia antica di polverosi costumi fondendola con la contemporaneità del linguaggio e delle tematiche, e per di più centra l’obiettivo con la stessa naturalezza devastante di Robin Hood che senza manco guardare trancia a metà la freccia dello sceriffo di Nottingham, già conficcata nel bersaglio.

Un morso di vipera è l’elemento su cui si aggrega un banco di nebbia e dubbi rispetto alla verità già proclamata dal regime, è il giallo che si troveranno a dover sbrogliare Anita e Sebastiano, traduttore e autore per la casa editrice per la quale la nostra eroina si farà assumere come dattilografa in un impeto di emancipazione da tremarella post-fidanzamento ufficiale con il bonario ma asservito Corrado, in questo primo romanzo di una nuova serie ambientata sempre a Torino, solo un’ottantina d’anni indietro rispetto alla saga di Miss Rossetto Viola, l’indimenticabile Vani Sarca, e di Quel Gran Pezzo d’Uomo del Commissario Berganza, di cui abbiamo già apprezzato le doti nell’articolo e playlist relativa.

Femminismo contro patriarcato, fascismo contro libertà: queste sono le tematiche agli estremi del chiasmo che la costruzione della storia mostra al lettore.

Magari non servirà a niente, ma ne è valsa la pena. A volte non è importante cosa si fa, ma fare qualcosa. Strapparsi il lupo di dosso, come si può.
[…]
Parole di una poesia su un lupo che bisogna strapparsi di dosso, parole di un romanzo giallo scritto da due autori che insieme fanno un personaggio, parole di tanti racconti polizieschi di cui uno sul Ku Klu Quello là – su quel circolo di gente che fa la guerra ai neri. Parole che non hanno paura, che alzano il tappeto e mostrano lo sporco che c’è sotto, il crimine e la necessità e l’ingiustizia e a volte la disperazione. E che dicono male della guerra e bene dell’amore e ispirano pietà verso i deboli e coraggio contro i potenti e così via. Parole che planano in cima ad altre parole e si mescolano e ti fanno venire voglia di scriverne altre tu. Parole incendiarie, da maneggiare con cura.

Il contesto storico, ricostruito con una precisione millimetrica e dovizia di documentazione che si ritrova nell’appendice finale, è svelato con la freschezza, l’ironia e la modernità di linguaggio a cui Alice ci ha abituati, e questo apparente stridìo fluisce invece naturale in un modo difficile da credere se non si legge davvero il libro.

Qualcuno annuisce o mormora; qualche donna si fa il segno della croce. Anita lo trova un ottimo suggerimento per un diversivo: non appena gli occhi di Bonatti si soffermano su di lei, anche lei china il capo e si segna in fretta, rispettosamente.
Sì. Rispettosamente le zucche.
Come direbbe il Manzoni.

Soundtrack e tracklist

Ne Il morso della vipera non compaiono citazioni di canzoni, il sottofondo che sentirete leggendo saranno le vostre risate. Per la musica vera e propria da abbinare al libro, invece, ci ha pensato Alice Basso in persona: ecco i brani scelti dall’autrice e le motivazioni per le quali ogni canzone è stata selezionata.

  1. Ma dove vai bellezza in bicicletta – Silvana Pampanini: il film non è degli anni ’30, è del ’51, ma la canzone che gli fa da colonna sonora ha la spensieratezza di Anita, e Silvana Pampanini è un po’ come me la immagino io.
  2. Get happy – Ella Fitzgerald: classe rétro e ottimismo anche se con una sfumatura un filo sinistra negli accordi.
  3. Und was bekam des Soldaten weib – Bertold Brecht/Kurt Weill/Anita Azzi: tira aria di guerra…
  4. Le cose che piacciono a me – “Tutti insieme appassionatamente” soundtrack: ottimismo/edonismo anitesco fatto di cose semplici.
  5. Belle starr – Mark Knopfler, Emmylou Harris: duetto su due partner che commettono reati insieme; praticamente lo specchio di Anita e Sebastiano.
  6. Pretty woman – Roy Orbison: quando Anita cammina per strada fa quell’effetto lì.
  7. Private investigations – Dire Straits: parla di investigatori privati con toni fumosi e malinconici: perfetta come colonna sonora degli hard boiled americani degli anni ’30 che Sebastiano e Anita traducono.
  8. Che bambola! – Fred Buscaglione: atmosfere da pulp americano, e parla di una sventolona che sa difendersi bene!

Ascolta la playlist: Il morso della vipera – Alice Basso

Alice, facci sognare ancora (e dacci altri bei calci nel sedere per prendere consapevolezza e agire!) nei prossimi quattro appuntamenti con Anita e Sebastiano!


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Massimo Anania