I fan uccidono i cantanti in “Uccidi quei mostri” di Jeff Jackson

di Jeff Jackson* e Davide Morresi


Che libro è Uccidi quei mostri

di Jeff Jackson

Uccidi quei mostri – Destroy All Monsters è un messaggio d’amore cupo dedicato al rock and roll. Il perno della storia è una misteriosa pandemia, a causa della quale locali notturni e discoteche vengono chiusi e l’esperienza di assistere a concerti affollati viene vissuta come pericolosa. Non molto dissimile da quanto sta accadendo proprio ora.
Il romanzo fa riflettere anche sul dilemma della produzione di arte in una società come la nostra, che ci sovraccarica di informazioni. É ancora possibile per la musica orientare l’ago della bilancia culturale quando diventa spesso difficile distinguere l’arrosto in mezzo a tutto il fumo?

La colonna sonora: un libro con due lati, come un disco

Analogamente a una cassetta o a un vinile, Uccidi quei mostri / Destroy All Monsters ha un lato A e un lato B – se ne legge un lato, poi si capovolge il libro e si legge l’altro. Entrambi i lati della storia sono saturi di musica. Molte band nominate nel libro sono immaginarie, ma i personaggi sono perseguitati da due canzoni che esistono davvero: Pleadging My Love di Johnny Ace, il primo musicista rock a morire tragicamente, e Ring of Fire di Johnny Cash.

Il titolo del romanzo è un omaggio alla leggendaria band underground degli anni 70 Destroy all Monsters, composta dagli artisti visuali Mike Kelley, Jim Shaw, Carey Loren e Niagara. La loro musica era arte elevata ma con una patina trash, e la loro canzone You can’t kill kill appare nel romanzo sotto forma di scritta in un graffito.
Il titolo del lato A è “Il mio periodo oscuro” (My Dark Ages), come uno dei primi singoli della band post-punk Pere Ubu.
Il lato B prende in prestito il titolo da Kill City, la canzone che Iggy Pop registrò durante la sua degenza da paziente psichiatrico in una clinica.
Le altre canzoni della playlist fotografano alcune atmosfere del libro; sono agguerrite, minacciose, occasionalmente, romantiche.

Tracklist

  1. Kill city – Iggy Pop
  2. My dark ages – Pere Ubu
  3. Monsters – Sault
  4. Ring of fire – Johnny Cash
  5. Pledging my love – Johnny Ace
  6. You can’t kill kill – Destroy All Monsters
  7. Monsters – Heavens To Betsy

L’autore

Jeff Jackson è l’autore dei romanzi Destroy All Monsters e Mira Corpora. Fa parte della band Julian Calendar. (https://juliancalendar.bandcamp.com)

Editore: SEM Società Editrice Milanese


La recensione di Read and Play

di Davide Morresi

C’è poco da aggiungere alle parole di Jeff.
Uccidi quei mostri è un romanzo originale, ambizioso. Azzarderei anche un grottesco, se non fosse che da un anno a questa parte tutto il mondo vive, per certi aspetti, quello che avviene nel libro: i concerti sono vietati e, laddove organizzati, sono tangibili la paura e l’alone di morte che sovrastano le performance.
La storia è ambientata nella città di Arcadia, dove un’epidemia provoca una strage di musicisti durante i concerti. Tra gli spettatori capita sempre più spesso che qualcuno tiri fuori una pistola e apra il fuoco sul palco. La sicurezza viene rafforzata, ma ciò non è sufficiente a risolvere il problema. L’unica soluzione è annullare qualsiasi concerto.

Fino a qui potrebbe sembrare un romanzo rock come tanti, in bilico tra horror e thriller, ma le cose si complicano quando viene ucciso anche Shaun, aspirante rockstar. Questo tragico evento apre le porte alle storie del suo amico chitarrista Florian e della sua ora ex fidanzata Xenie, una ragazza tenebrosa dal carattere eccentrico.
È qui che inizia un percorso di riflessioni e introspezione in cui, seppur non dichiarate in modo esplicito, si possono trovare alcune importanti domande:
– può la musica, in tempi in cui l’immagine sembra valere più del talento, mantenere il suo status di arte in grado di salvare la vita?
– ha senso fare musica (e arte in senso lato) per sé stessi, senza avere la possibilità di salire su un palco e offrirsi in pasto al pubblico?
– un mondo senza live è possibile?
E per ultima, ma di certo non per importanza, parafrasando la famosa frase presa in prestito da Kurt Cobain dal brano Hey hey, my my (into the black) di Neil Young per la sua lettera d’addio:
– È meglio bruciare in fretta in un’unica fiammata o spegnersi lentamente?


*Il testo di Jeff Jackson in lingua originale

Destroy All Monsters is a dark valentine to rock and roll. The story revolves around a mysterious epidemic that shuts down music clubs and makes the experience of attending crowded live shows feel dangerous. Not so different from right now.

The novel is also about the problem of making art in our information overload society. Is it possible for music to still move the cultural needle when it’s often hard to tell the signal from the noise?

Like a cassette or vinyl single, Destroy All Monsters has a Side A and Side B—you read one side and flip the book over and upside-down to read the other. Both sides of the story are saturated with music. Many bands in the book are imaginary, but the characters are haunted by two real songs: “Pledging My Love” by Johnny Ace, the first rock musician to die a tragic death, and “Ring of Fire” by Johnny Cash.

The novel’s title is an homage to the legendary underground band Destroy All Monsters from the 1970s, comprised of visual artists Mike Kelley, Jim Shaw, Carey Loren, and Niagara. Their music was high art with a veneer of trash and their song “You Can’t Kill Kill” appears in the book as graffiti.

The novel’s Side A is named “My Dark Ages” for an early single by post-punk band Pere Ubu and Side B takes its title from “Kill City,” a song Iggy Pop recorded as an outpatient from a psychiatric clinic.

The other songs on this playlist capture some of the novel’s moods -combative, sinister, and occasionally romantic. 


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