Timira, una vita per la memoria

di Alessio Barettini


Un romanzo meticcio

Cos’è un romanzo meticcio? Cos’è la letteratura coloniale? La risposta è complessa, ma non è un caso che venga adottata per definire un libro di Wu Ming. Timira, di Wu Ming 2 e Antar Mohamed, è certamente uno dei testi più interessanti del collettivo. Come da loro consuetudine il testo intreccia diversi piani temporali, una strategia narrativa che permette di mettere in evidenza la continuità tematica centrale. Si racconta la storia di Isabella Marincola, o Timira Hassan, donna italo-somala e sorella del partigiano Giorgio Marincola. Siamo dunque nel pieno di una letteratura che indaga il fenomeno dell’italiano in Somalia.

Un romanzo storico

Di tutto il lavoro del collettivo bolognese è certamente interessante osservare il metodo usato, che diventa parte stessa della composizione letteraria. La fase di ricerca storica e documentale si intreccia nello sviluppo delle esperienze della protagonista, di cui seguiamo l’evolversi passo passo in modo da avere davanti tutte le dinamiche storiche e sociali che circondano la vita di Timira. È un metodo che potremmo definire naturalistico, dove si vede una possibile speranza che, se non collettiva, si dà nelle azioni della protagonista stessa, il cui racconto si propone come modello di resistenza contro le storture della società e prisma attraverso il quale guardare la storia. Qui la storia è quella del passato coloniale italiano, Timira nasce negli anni ’20 dalla relazione fra un ufficiale italiano e una donna somala, poi prosegue in Italia, dove Isabella viene cresciuta nella famiglia del padre, e ancora in Somalia, dove la donna si trasferisce prima di dover scappare nel 1991 a causa della guerra civile.

Un romanzo etico-sociale

La narrazione procede su piani incrociati che mostrano connessioni inattese frutto della cronaca della vita stessa di TImira/Isabella: i lavori che la donna svolge, il rapporto con il figlio Antar, il suo inserimento complesso nelle due società, complicato di volta in volta da fatti contingenti e persone miopi, contribuiscono al ritratto di una donna forte, solidale, mai rassegnata ed estremamente volitiva. La vita di Timira si fa emblema, perno di un meccanismo narrativo il cui cuore risiede nella figura del figlio, che è allo stesso tempo personaggio e figura reale, tramite per gli autori, deposito di memoria che si è occupato di informare e raccontare Wu Ming tutto ciò che è servito per la composizione del romanzo.

La lingua è parte stessa del tipo di narrazione usata. La voce narrante è neutra, scarna, oggettiva, ma spesso compare quella di Timira e degli altri personaggi, che rispecchiano la loro posizione sociale all’interno della narrazione, mostrandosi critici e guardinghi, usando anzi la critica personale come strumento di comprensione e di conoscenza della società, non di rado avvicinandosi alla sensibilità del lettore o addirittura cercando di portarlo con sé a osservare meglio dall’alto. In questo senso appare centrale il rapporto esistito ed esistente tra Italia e Somalia, un rapporto storicamente complesso e mai del tutto risolto.

La narrazione si dipana lungo un arco temporale di decenni, ed è sempre interessante osservare le strade secondarie battute da Wu Ming nell’approcciarsi alla storia, fatta sicuramente di documenti e fonti, ma anche ambiziosamente globale, consapevole che ogni risvolto, anche quelli in apparenza invisibli, sono segni, sono strumenti dello storico. Così le numerose canzoni citate in Timira servono senza dubbio per accompagnare le sensazioni dei personaggi, ma anche per scandire meglio un certo tempo storico, di cui sono, forse inconsapevolmente, cartina al tornasole. 

Editore: Einaudi

La musica in Timira

Alla playlist contenente le canzoni presenti abbiamo aggiunto, su diretto suggerimento di Giovanni di Wu Ming che ha gentilmente risposto alla nostra richiesta, gli ultimi tre brani: i primi due riflettono il mood delle danze somale e dunque ascoltarle significherà riconoscere la simpatia e il calore di Timira/Isabella, depositandoci un po’ di più dentro una cultura che tendiamo a misconoscere mentre l’ultima, tratta dall’op.9 Antar del compositore Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov, fu la ragione per cui Isabella Marincola battezzò suo figlio.

Playlist e Tracklist di Timira

  1. Nothing compares 2 U – Sinéad O’Connor
  2. Ali FeyruzFairouz – Sallimli Alayh
  3. The Köln Concert, Part 2C – Keith Jarrett
  4. Tango delle capinere – Gabré
  5. Il pinguino innamorato – Trio Lescano
  6. Black or white – Michael Jackson
  7. On a Plain – Nirvana
  8. Woman is the Nigger of the World – John Lennon
  9. Baghdad 1.9.9.1. -Assalti frontali
  10. Stop al panico – Isola posse all Star
  11. Check up your Head – Mukhtar Ramadn Idii
  12. Choose Freedom – Bakaka Band
  13. Op. 9 Antar: Night on a Bald Mountain – Rimskil-Korsakov

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