Per le strade di Palermo – Vita e martirio di Saro Scordia, pescivendolo, di Giorgio Benedetto Scalia

di Alessio Barettini


In questo debutto si sorride e si ride, e la musica è tutta lì, nella polifonia della città, nelle voci che sono un brusio e un boato in ogni istante, scia degli umori del protagonista della storia, il pescivendolo Saro, Saro Scordia, uomo semplice, uomo del popolo improvvisamente parte di un disegno più grande, che dapprima lo spaventa, poi, pian piano, lo eleva. Certamente lo cambia.

Il tempo trascorre uguale…

Giorgio Benedetto Scalia scrive Vita e martirio di Saro Scordia, pescivendolo, una storia ambientata nelle viscere di Palermo, dove i protagonisti sono il pescivendolo abitudinario Saro, uomo di mezza età senza grilli per la testa, a parte la cura maniacale dei suoi capelli, e l’ambiente della Vucciria, del mercato, dei profumi dei fritti che abitano le strade insieme al dialetto, che l’autore sceglie di usare nei dialoghi, senza peraltro appesantire troppo la lettura di chi a quel dialetto non è abituato.
La storia potrebbe proseguire senza scossoni, se non fosse che ogni tradizione caracolla a ogni sorpresa, che nella vita di Saro è un’improvvisa caduta dei suoi adorati capelli, curati ogni giorno con meticolosità ossessiva, più cara persino di ogni altro suo desiderio.

Il miracolo

Con ironia e senso del tragico tipicamente siciliani, Scalia conduce il lettore alla disperazione di Saro, che, persi del tutto i capelli, non può che scomparire dalla vita di ogni giorno, per poi riapparire, poche pagine più tardi, grazie all’intervento di don Diego, che in visita per accertarsi del suo stato scopre che sulla testa ora pelata del pescivendolo è comparsa una stigmate, un’immagine sacra, addirittura il volto di Gesù!
Inizia da questo momento un’ascesa dell’ormai ex pescivendolo della Vucciria, che se dapprima rifiuta anche di credere a quel che sta succedendo, si lascia progressivamente tirare da don Diego, che, gridando da subito al miracolo, costruisce una carriera da futuro santo per Saro, un ingresso nel mondo dell’agiografia passando per la strada più impervia che ci sia oggi: quella dei media.
Don Diego non lesina alcun tipo di messa in piazza del nuovo santo di Palermo, identificando ogni evento come miracolo eseguito da Saro, che lentamente si lascia tirare dentro la spirale costruitagli dal parroco, una diade fatta di un uomo, Saro, che anche di fronte all’evidenza più allarmante cerca di non perdere la propria innocenza e di un altro, don Diego, che non di rado indulge in tentazione. L’ambizione e la fama da una parte, la vera fede dall’altra, mediate da una lingua ammiccante e irriverente, che strappa più di una risata al lettore, specialmente nelle tante e barocche rappresentazioni della folla, dei tic della gente, personaggi primari e secondari che affollano uno scenario variopinto, ricco di differenze e saturo di stereotipi, e quindi non privo di interessanti spunti di riflessione.

Tutto concorre a una serie di cambiamenti sempre più marcati, una escalation iperbolica che finisce per togliere importanza a ciò che era importante all’inizio. Come a dire: il troppo storpia. E tornerà allora la voce della città, coi suoi umori e i suoi odori, a orchestrare la quotidianità, sacra e profana.


LA PLAYLIST

La playlist de Vita e martirio di Saro Scordia, pescivendolo

Abbiamo chiesto all’autore di indicarci una strada per comporre la playlist dedicata a questo piacevole romanzo, anche perché nella narrazione non ci sono indicazioni musicali. Come già detto, la musicalità è già presente nelle voci dei protagonisti, oltreché nella voce narrante, tipicamente incentrata in quei saliscendi ricchi di climax e di metafore di cui la parlata siciliana è ricca, specialmente nella popolazione più attaccata al territorio. Giorgio Scalia ci ha voluto indicare un solo nome, quello di Rosa Balistreri, cantautrice simbolo della canzone tradizionale siciliana, recentemente riscoperta da film e rivisitazioni. Abbiamo allora provato a ipotizzare una scaletta per immergerci ancora di più per le strade di Palermo.

La tracklist

  1. Buttana di to ma – Rosa Balistreri
  2. Chiovi chiovi chiovi – Rosa Balistreri
  3. Cu ti lu dissi – Rosa Balistreri
  4. Terra ca nun senti – Rosa Balistreri
  5. E la pampina di l’alivu – Rosa Balistreri
  6. Lu pisce spada

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