L’uccello che girava le viti del mondo – Haruki Murakami

di Martina Occhialini


Cosa succederebbe se, nel bel mezzo di una torrida estate, senza aver avuto alcun preavviso, la vostra tranquilla vita di tutti i giorni venisse completamente stravolta?

Niente.

Questo è quello che ho pensato leggendo le prime pagine di questa singolare opera di Murakami (ma quale suo libro non lo è?).
Alzi la mano chi, leggendo uno di questi libri, non ha mai pensato: “Ma come fa il protagonista a reagire così?”. O meglio, a non reagire. Errore madornale perché, in questo caso soprattutto, è soltanto uno stratagemma. Per far sembrare del tutto normali cose che invece non lo sono. È un po’ come venire ipnotizzati e attirati, senza accorgersi, nella spirale (assurda) degli eventi.

Crediamo che l’immagine riflessa nello specchio sia fedele solo perché così ci dice l’esperienza. Lo tenga presente, per favore.

La narrativa giapponese è un mondo a parte, ha un suo ritmo, è delicata e riflessiva: da qui l’impressione di una narrazione piuttosto statica. Inoltre è ricca di simbolismi che di solito ci sfuggono, perché figli di una cultura ben diversa da quella europea. Tuttavia Murakami sembra esserne ben conscio e sa dosare ottimamente gli ingredienti. Pertanto, anche se numerose, le pagine di questo librone scorrono bene e si fa più “strada” di quello che sembra.
L’effetto straniante diventa familiare e le storie nella storia si intrecciano pian piano. Ad un certo punto potrebbe sembrare di giocare con le matrioske.

[…] è molto importante stare in silenzio con le orecchie tese per non lasciarsi sfuggire il minimo rumore. Le buone notizie di solito vengono riferite a bassa voce.

Come risponderei alla domanda ora che ho finito il libro?
“Niente”.
Ma sarebbe una clamorosa bugia.
La verità ovviamente non posso dirla.

Editore: Einaudi 

La colonna sonora

Ascolta la colonna sonora: L’uccello che girava le viti del mondo – Murakami

Per un po’ non mi resi conto di cosa stessi fischiando. Era il preludio della Gazza ladra di Rossini, la stessa aria che stavo fischiando quando mi aveva telefonato quella spostata, mentre mi preparavo un piatto di spaghetti.

La colonna sonora è veramente imponente: non si tratta di puri rimandi e ispirazioni musicali. Vengono citate colonne sonore di vecchi film e opere intere di musica classica. La playlist stessa è quindi composta, tra l’altro, di citazioni data da difficoltà di inserire per intero le opere che si trovano fra le pagine.
L’autore, da un buon conoscitore di musica, non si ferma a un solo genere ma inserisce anche qualche sorpresa, come una canzone di nozze hawaiana. Altre volte le citazioni sono famose ma ricercate: “Eight days a week” non è quella famosa dei Beatles ma la versione per orchestra. Altro tocco squisitamente personale che Murakami da al suo libro. Se ne deduce che l’aspetto musicale non sia per lui affatto secondario e sia un tutt’uno con la storia narrata.

– Sembra la storia del Flauto magico di Mozart, non le pare?

Non è sicuramente un caso che ambientazioni del tutto comuni e situazioni, almeno all’apparenza, ordinarie, abbiano come sottofondo una melodia “importante”. Quasi a legittimare, ancora una volta, lo spazio quotidiano della narrazione.

La tracklist

  1. La gazza ladra: overture – Gioacchino Rossini
  2. Saeta – Miles Davis
  3. The Maltese melody – Herb Alpert
  4. Tara’s theme – Percy Faith and His Orchestra
  5. Scandalo al sole – Percy Faith
  6. Hawaiian wedding song – Andy Williams
  7. Canadian sunset – Andy Williams
  8. Mas que nada – Sergio Mendes
  9. Strangers in the night – Bert Kaempfert
  10. Moon river – 101 Strings Orchestra
  11. Billie Jean – Michael Jackson
  12. Johnny Angel – Shelley Fabares
  13. Ebb Tide – Robert Maxwell
  14. Eight days a week – Vitamin String Quartet
  15. Serenade for string – Pyotr Ilych Tchaikovsky
  16. Waldszenen, Op.82 No.7, L’uccello profeta – Robert Schumann
  17. Do you know the way to San Jose – Burt Bacharach
  18. String quartets – Franz Joseph Haydn
  19. Il flauto magico – Wolfang Amadeus Mozart
  20. Offerta musicale – Johann Sebastian Bach
  21. Concerto grosso – George Friederic Handel