Lo spettacolo della Bomba Atomica di Roberto Mercadini

di Martina Occhialini


Mai titolo fu più chiaro, mai storia fu più nota (e raccontata).
Eppure.

Storia. Che strana parola! Vuol dire qualcosa e il suo contrario. […] Lo stesso vocabolo è sinonimo sia di “verità” sia di “menzogna”. Non conosco un caso simile in tutta la sterminata foresta del dizionario.

Quella raccontata in questo libro è sì la storia della bomba più famosa del mondo, ma soprattutto dei retroscena, spesso abbastanza assurdi (o forse sarebbe più corretto dire “fatali”), da cui è nata. Ovviamente tutti scientificamente verificati. Perché la storia era già tutta lì, questo bel contenitore giallo l’ha raccolta.

Il plutonio è l’ennesimo elemento che fa un ingresso inatteso e compie un percorso paradossale in questa storia.

Il libro è fatto di tanti frammenti, tante particelle disperse nello spazio, che poi pian piano si vanno ad incastrare perfettamente: è necessario proseguire con fiducia e affidarsi al narratore.
Eventi privati, scoperte scientifiche, indoli personali e casi fortuiti sono gli elementi principali di queste pagine, dove i grandi fatti della storia moderna fanno soltanto da cornice. Se non fosse per quei nomi illustri così spesso citati in ogni carriera scolastica, ci si potrebbe dimenticare che gli avvenimenti fatti narrati sono realmente accaduti.
Sono degne di nota le pillole scientifiche disseminate sapientemente nel testo. Senza paroloni astrusi, concetti di chimica e quantistica vengono spiegati con semplicità e chiarezza: la lettura è davvero alla portata di tutti.

Questo libro parla della bomba atomica, certo. Tuttavia, contemporaneamente, parla anche delle parole.

I dialoghi sono spesso protagonisti degli avvenimenti poiché ne modificano il corso. Inoltre l’autore fa un vero e proprio lavoro di caratterizzazione dei personaggi soffermandosi sulle loro citazioni.
Vale infine la pena di spendere due parole anche sull’autore che, nel corso della sua vita, si è fortemente contaminato di scienza e poesia. Sarebbe perfino credibile come personaggio del suo libro. La sua spiccata indole di narratore teatrale emerge chiaramente nello stile del racconto e coinvolge il lettore/spettatore. La presentazione stessa del libro ne è una prova.

Lo scienziato tende a cadere nell’errore di credersi artista. E l’artista nell’errore di credersi scienziato.
Lo storico si illude di essere narratore e il narratore di essere storico. Ma non dobbiamo biasimarli. Sono cose che capitano. A volte, infatti, è terribilmente difficile ricordare chi sei e cosa stai facendo.

Editore: Rizzoli

La colonna sonora di Bomba atomica

Ascolta la colonna sonora su Spotify: Bomba Atomica – Roberto Mercadini

In questo libro c’è una particolarità: più che alla narrazione, la musica fa da sottofondo alla scrittura, come ci ha confermato lo stesso Mercadini.
Ma andiamo con ordine.

Tenta (senza nessuna nozione di composizione musicale) di ultimare Wieland il fabbro, un’opera lasciata incompiuta da Wagner

Le rare citazioni che si incontrano durante la lettura consistono in arie di opere teatrali e soprattutto nei nomi dei loro compositori. È così infatti che l’autore accompagna la storia del giovane Hitler nella Vienna di inizio 900.
Poi la Storia con la S maiuscola prende il sopravvento, e più che la musica ci sono i pensieri e i dialoghi dei personaggi che gli fanno da sottofondo.

Si mette in testa che non vuol fare il contadino, così ogni giorno si alza all’alba e si esercita col pianoforte. Imparerà a suonarlo? Sì. Diventerà un grande pianista? No.

Nelle ultime pagine invece l’autore ci tiene a ringraziare la musica che lo ha accompagnato durante lo svolgersi del lavoro. Così la stesura del testo diventa esso stesso un ulteriore racconto. Tanto che a un certo punto ci si immagina questo libro scritto sui tasti di un pianoforte, o sulle corde di un violino.
E può anche succedere che i versi dei Pearl Jam si leghino allo scienziato Werner Heisenberg o che sotto la pressione della consegna entri prepotentemente in testa il loop di Ful stop dei Radiohead.

Parentesi teatral-letteraria

Questo libro è anche uno spettacolo che Mercadini porta in giro per l’Italia. Quando ha la fortuna di essere accompagnato dalla musica dal vivo, il tutto viene arricchito da una versione molto originale di Enola Gay.
Che, tra l’altro, fu anche la mamma del pilota che sganciò Little Boy su Hiroshima.

Sono sempre stato a disagio per il fatto che Enola Gay fosse una canzone pop vivace e brillante su un olocausto nucleare, ma era così follemente accattivante – Paul Humphreys

La tracklist

  1. Op.119, IV Rapsodia – Johannes Brahms
  2. Trost im ungluk – Gustav Mahler
  3. Rienzi! Ha! Rienzi hoch! – Richard Wagner
  4. Ride of the valkyries – Richard Wagner
  5. Beddha ci stai luntanu – Aronne dell’Oro
  6. Off he goes – Pearl Jam
  7. Fur Alina – Arvo Part
  8. For Bunita Marcus – Morton Feldman
  9. Miniature no.7 – Giya Kancheli
  10. The garden of love – Allen Ginsberg
  11. Ful stop – Radiohead
  12. Enola gay – Orchestral Manoeuvres in the Dark