L’esordio di Emanuele Zeffiro che vuole attraversare il mondo per trovare sé stesso: Paradisi Perduti

di Alessio Barettini


Un personaggio irrisolto

Paradisi perduti è il romanzo di esordio di Emanuele Zeffiro, pubblicato da Las Vegas Edizioni
La storia gira intorno a due realtà: Davide, di cui impariamo a conoscere la sua anima sin da quando, bambino, scrive un messaggio di odio a una bambina soltanto per scherzare, e il limite di sicurezza che lo abita, costantemente temuto e sfidato, angelo-diavolo che guida le sue scelte. 
Seguiamo il personaggio di Davide che oscilla fra momenti di grande indecisione, e altri in cui, preda di forze interiori contrastanti, si ritrova a scegliere quasi per disperazione, come un reagente, quindi, sbagliando non di rado. 

La fuga e la ricerca di sé

Sospeso fra insoddisfazione lavorativa nell’ambito delle rilevazioni ambientali a Verona e storie con donne che non funzionano per mancanza di dialogo, di pazienza, di comprensione, restiamo accanto a lui quando vive i suoi snodi esistenziali: prima di tutto la fine della sua prima relazione e la morte del padre. Due figure determinanti: la prima perché equilibrata e amorevole, e proprio per questo Davide decide, in maniera apparentemente incomprensibile, di lasciarla, il secondo una figura dittatoriale e assente, di cui Davide si occupa di più dopo la sua morte, con continue riflessioni con il fratello Alessandro e con i libri di Freud. Ed è proprio dopo questi due eventi che Davide decide di dare un primo scossone alla propria vita, partendo per il Costa Rica e l’Argentina, in cerca di sé stesso, di qualcosa che l’Italia non gli sa dare. Questo è un punto centrale del romanzo: l’Italia non è il luogo della felicità e la fuga da essa diventa allo stesso tempo fuga per trovare qualcosa, per conoscersi e per conoscere, cosa che, a ben guardare, colloca Paradisi perduti in un filone per così dire di formazione, di educazione sentimentale, il cui focus resta centrale per tutto il romanzo. 

Oltreoceano, e una volta rientrato in Italia, i drammi esistenziali di Davide continuano nella stessa direzione, dominata dal problema principale di non saper definire con esattezza i propri sentimenti nei confronti delle donne che gli stanno intorno. I personaggi, dal punto di vista narrativo, sono funzionali al protagonista: donne, diverse fra loro, per motivi culturali e di carattere, di atteggiamento e per quello che rappresentano per lui. Ma Davide non trova modo per eliminare la propria insoddisfazione, sbaglia, crea problemi alle altre persone, si stupisce della propria lunga serie di scelte sbagliate, e trova rifugio nel triathlon.

Il limite di sicurezza

Si allena per l’iron man, la prova di resistenza più massacrante, fatta di 4 km di nuoto, 120 di ciclismo e 42 di corsa, tutti di seguito. Una via di fuga che sembra infinita e diritta, proprio come se la storia di Davide fosse un lungo e costante tragitto incapace di deviare da sé stesso, come se l’unico modo per lui fosse di tirare la corda il più possibile, sapendo che prima o poi solo il suo spezzarsi potrà svelargli la verità. Verità che apparirà in modo del tutto imprevedibile, dunque ben congegnato dal punto di vista della trama, che evolve in un crescendo che ci offre, gradualmente, il quadro completo del suo personaggio e del suo ambiente, in modo intelligente, svelando nei punti giusti ciò che il destino gli stava preparando.

Lo stile e la musica

Romanzo che gira intorno alla narrazione. Scritto in stile dimesso e quanto più possibile vicino al personaggio, che risulta però più coraggioso della narrazione. La sicurezza sicurezza di un narratore onnisciente non lascia molto spazio ai lettori.
Un lavoro certamente interessante per l’acume dell’autore nella costruzione dei personaggi, sia psicologicamente, sia nei comportamenti, che ben raffigurano i caratteri e le relazioni, non solo di Davide, ma anche di quelli secondari. Le figure femminili hanno poco spazio ma parlano di sé in maniera chiara e vivace.
Zeffiro ha fatto rischiare il suo personaggio con scelte azzardate e incoscienti. Ci auguriamo che il suo percorso autoriale lo porti a rischiare qualcosa di più anche dal punto di vista della scrittura. I presupposti per continuare ci sono tutti.

Ascolta la colonna sonora del romanzo su Spotify: Paradisi perduti di Emanuele Zeffiro

L’autore accompagna i momenti di riflessione di Davide scandendoli di canzoni come fossero punti chiave di una mappa esistenziale. L’autore ha poi gentilmente contribuito alla costruzione della playlist dividendola secondo i capitoli e anche con altri brani che, mi pare, coincidono del tutto con il suo stile letterario. Grazie!
Troviamo musica raffinata, come Battiato e i Pink Floyd, altra più pop legata a qualche decennio fa, come i Roxette o Raf, e altra decisamente più rock come Nirvana o Metallica, fino a brani di musica classica che segnano le riflessioni ampie che Davide fa sul padre.

La playlist di Paradisi Perduti

1. The Final Cut – Pink Floyd
2. Learning to fly – Pink Floyd
3. High hopes – Pink Floyd
4. La stagione dell’amore(1/1a parte) – Franco Battiato
5. Un’altra vita– Franco Battiato
6.  Mad World (1/2a parte) – Tears for Fears
7.  Another brick in the wall, part 1 (2) – Pink FLoyd
8.  Joyride (3) – Roxette
9.  It must have been love – Roxette
10. Fernando (4) – Abba
11. Manifesto futurista della nuova umanità – Vasco Rossi
12. Beautiful Stranger (5) – Madonn
13. Under pressure (5) – Queen & David Bowie
14. Crazy little thing call love(6) – Queen
15. It’s a hard life – Queen
16. Rape me (7) – Nirvana
17. Battito animale – Raf
18. Wherever I may roam – Metallica
19. Fade to Black – Metallica
20. Breathe (in the Air) – Pink Floyd
21. Brain Damage (9) – Pink Floyd
22. Eclipse (9, finale) – Pink FLoyd
23. Jesus bleibet meine Freude – Bach
24. Sinfonia n.5 – Beethoven
25. Va’ pensiero – Verdi
26. Canto Gregoriano – Kyrie Eleison, Gloria, Sanctus e Agnus Dei
27. Romeo and Juliet (3) – Dire Straits


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