di Cristina Nori
Quando si guardano le foto alla fine del libro, li si riconosce subito. Il lettore ha imparato a conoscerli così bene attraverso le espressioni del volto, la postura, l’abbigliamento, che non serve nemmeno leggere i loro nomi.
L’autore ci ha presentato Mia attraverso l’abbigliamento di tendenza, i tatuaggi colorati e i luoghi del cuore, negozi di vestiti vintage, uffici di stile e caffetterie, ed è proprio davanti ad un caffè e un dolce che vediamo i suoi grandi occhi allungati dal trucco, dolci e fermi allo stesso tempo.
La ragazza dai lunghi capelli neri, dall’abbigliamento sportivo, fotografata in riva a un lago assorta in un libro, non poteva che essere Fred. Il libro è quasi un simbolo della sua identità e della sua passione per la storia e la filosofia del suo Paese. Una ragazza il cui pensiero politico è in continua evoluzione e si interroga costantemente, con grande intelligenza e pragmatismo, su vantaggi e svantaggi di democrazia e autoritarismo.
Snail non compare in foto, ma potrebbe essere uno dei ragazzi ritratti di profilo in un Internet cafè, che nemmeno si accorgono dell’obiettivo del fotografo. Calamitati dallo schermo, divorati da un mondo virtuale che si fa via via più avvolgente, forse sono anch’essi a rischio di sviluppare una dipendenza da videogame, come è accaduto a uno dei protagonisti del libro.
Xiaoxiao e Dahai non sono ritratti insieme, sebbene il loro percorso li abbia portati magicamente ad incontrarsi, pur provenendo dalle zone più lontane di questo Paese immenso. Sono tanti i punti che li accomunano e che li hanno resi una coppia: la lotta contro un sistema sociale che, nonostante gli studi, permette pochissimi salti di classe, il passaggio dalle province alla grande Pechino, la pressione che, nonostante tutto, hanno subito per non sentirsi persone di serie B, poiché non ancora sposati all’età ritenuta idonea dalle tradizioni.
Ho voluto lasciare per ultimo il personaggio più toccante e affascinante, un vero campione di resilienza e di amore per la vita che ha scelto: Lucifer. La musica gli scorre nelle vene sin da piccolo, non può vivere senza di lei e le tenta tutte pur di diventare “una rockstar”. Lucifer non si ferma mai, suona nei festival e come nei bar, tenta i reality musicali e quelli in stile “Grande Fratello”, pur di avere l’opportunità di far ascoltare al pubblico un minuto di assolo con la sua chitarra.
Le sei storie narrate da Alec Ash in Lanterne in volo sono coinvolgenti e spesso sentiamo vicini questi ragazzi che abitano in un Paese così lontano. Le emozioni che provano, le difficoltà che attraversano, soprattutto a livello lavorativo, li accomunano a tanti giovani europei di oggi; alcuni sono tentati di tagliare il cordone ombelicale con la famiglia, un’istituzione onnipresente in Cina, altri invece lasciano che il loro percorso venga alla fine guidato dalle scelte suggerite dai genitori.
Sullo sfondo si staglia un Paese vastissimo, dove gli opposti convivono e possono coesistere senza nemmeno sfiorarsi. Le religioni convivono nelle stesse città, negli stessi quartieri, senza integrarsi, ma sfiorandosi. I giovani lavorano in città ultramoderne, svolgono professioni all’avanguardia nell’ambito della moda e delle telecomunicazioni, ma poi tornano a casa, in zone semirurali a ore d’aereo, per le tradizionali celebrazioni del capodanno cinese.
Su tutti aleggia l’ombra del governo: un vero Grande Fratello orwelliano che, al diffondersi di Internet, tenta di controllare le comunicazioni e bloccare i software ritenuti sovversivi, col risultato da vederli rimpiazzati da altri “made in China”.
Se il progresso delle menti e della tecnologia non si può bloccare, il partito unico ce la mette tutta per mantenere il controllo e l’ordine, fino a relegare i moti di Tienanmen a una scaramuccia storica, a cui dare meno rilevanza possibile.
L’autore ha conosciuto di persona i protagonisti del libro, ma sceglie di nascondere la sua presenza, mascherandosi da amico occidentale incontrato per caso o insegnate di inglese. La sua voce e la sua presenza sono leggere, ma il suo sguardo è profondo, pieno di meraviglia e ammirazione per un Paese da scoprire nel profondo attraverso le persone, ragazzi e ragazze pienamente coscienti che la cultura della modernità non cancella le tradizioni millenarie che portano con sé.
L’autore Alec Ash
Alec Ash è nato a Oxford nel 1986.
Insegnante di inglese, giornalista e scrittore, ha vissuto in Cina fra il 2008 e il 2022, nello Yunan e poi a Pechino.
Ha scritto per Los Angeles review of books, New York review of books, The Economist e Sunday Times. Oggi vive a New York ed è direttore di China books review.
Lanterne in volo è il frutto dei suoi viaggi attraverso il Paese: uscito in inglese nel 2016, è stato pubblicato in Italia nel 2017 e poi ripubblicato nel 2025 da ADD Editore, con la traduzione di Margherita Emo e Piernicola D’Ortona.
La musica in Lanterne in volo
Lanterne in volo offre moltissime citazioni musicali.
La nostra guida alla musica che si fa e che si ascolta in Cina è rappresentata da Lucifer e dal suo percorso a ostacoli per guadagnare e mantenere il centro del palco.
Per la band cercavano un nome inglese, perché tutti i loro artisti del cuore erano stranieri. Lucifer si era messo a spulciare il dizionario e quando era arrivato alla lettera R gli era saltata all’occhio la parola ‘rustic’, che gli ricordava la band americana dei Rancid.
Anche per Mia la musica è essenzialmente occidentale, perché è uno dei linguaggi che l’avvicina e la connette ai giovani europei e americani, insieme alla televisione e al web.
(…) Mia era invece sempre connessa. Aveva una grossa collezione di cd dakou (Korn, Def Leppard, Nirvana, Kiss, Ozzy Osbourne, Iron Maiden) e guardava serie tv e sitcom in streaming.
La musica cinese invece è malinconia per Dahai.
‘Signorina Dong, non ti scordi mai di sorridere
anche se come me non vedi l’ora di invecchiare’
(…) Xiaohai cantava Dong Xiao Jie, un nuovo brano del giovane cantante folk pechinese Song Dongye, mentre Dahai improvvisava gli accordi alla chitarra”.
Ci sono però occasioni in cui tutto si mescola, musica tradizionale, hit in inglese e cantautori cinesi: sono le grandi feste, come il capodanno o i matrimoni, che hanno più l’aspetto di uno spettacolo che di una cerimonia. In questi contesti i brandi si alternano e gli sposi possono esibirsi o ballare passando dalle canzoni pop locali a Enya.
La nostra playlist vuole seguire le evoluzioni musicali che il libro offre nella sua complessità e eterogeneità, vasta come il Paese che rappresenta.
Una curiosità: su Spotify potete ascoltare l’intero album dei Rustic, City of heartbreak and horror!
Buon ascolto su Spotify: Lanterne in volo – Alec Ash.
La tracklist di Lanterne in volo
- Basket case – Green Day
- What’s my age again – Blink 182
- Old Friend – Rancid
- Thanks for nothing – Sum 41
- Blind – Korn
- Animal – Def Leppard
- Smells like teen spirit – Nirvana
- Rock and roll all nite – Kiss
- Crazy train – Ozzy Osbourne
- Fear of the dark – Iron Maiden
- Viva la vida – Coldplay
- Anarchy in the UK – Sex Pistols
- May it be – Enya
- Cui Jian
- Zhongnanhai – Carsic Cars
- Song Dongye
- Beyond
- Modern Love – Rustic