Il dramma del potere nel “Macbeth” di Jo Nesbø

di Martina Occhialini


La Rizzoli pubblica per l’Italia parte di una collana di opere shakespeariane della Hogarth Press (fondata nel 1917 da Virginia e Leonard Wolf), riscritte dalle migliori penne del nostro tempo. E questa volta non mi sento che di ringraziarla.

La tragedia di Scozia (l’innominabile!) in chiave moderna. Un thriller? Un noir? Di sicuro una storia in chiave gotica, ambientata in una città (mai nominata) così corrotta e pure così appetibile. Così vicina alla grande “capitale” e così simile alla Sin City di Miller.
Il tempo e lo spazio sono quelli della notte e della geografia nordica, che d’altronde l’autore ben conosce. E una pioggia incessante, che non riesce a lavare, ma insozza ancora di più i distretti, le fabbriche abbandonate, tutto ciò su cui cade. Sembra impossibile mettersi al riparo, eppure il sole sarebbe così vicino, giusto dietro le montagne a est: ma apparterrebbe ad un’altra vita.

“Lealtà, fratellanza” proclamò Macbeth ad alta voce.
Gli altri gli risposero più o meno in coro: “Battezzati nel fuoco, uniti nel sangue”.

Questa è la storia dell’ascesa al potere e della discesa agli inferi. I personaggi sembrano avere necessità di contaminarsi per imparare a conoscersi, insozzarsi per portare a galla la verità che gli preme sotto la pelle.
Del resto è Shakespeare. Una storia grigia, come la fuliggine delle vecchie fabbriche e le nuvole temporalesche.

Editore: Rizzoli

La colonna sonora del moderno Macbeth

Ascolta la colonna sonora: Macbeth – Jo Nesbø

Una colonna sonora in parte misteriosa e quantomai insolita. Ci sono i Rolling Stones che fanno da sfondo ai bagordi dei Norse Riders, banda di temuti motociclisti guidati da un capo vichingo; Miles Davis che passa in radio e i Beatles… una scelta che farà sorridere ma al contempo piuttosto inquietante.

Help!
Ma il mondo non era così. Il mondo non era stato creato per le buone azioni e per i cantanti pop che facevano i buffoni nei film.

Alcuni titoli citati sono (volutamente?) ambigui, nel senso che non ci è dato sapere se siano canzoni di uno o dell’altro artista. È ad esempio il caso di Let’s spend the night together, che potrebbe essere quella degli Stones o di Bowie. O Meet me on the corner, che forse viene citata due volte. Oppure sono due canzoni diverse. Come nel romanzo, dove tutto potrebbe essere in un modo, o in un altro diametralmente opposto.

Dopo un breve attimo di silenzio partì la registrazione gracchiante di una voce che intonava solennemente Forte rocca è il nostro Dio.

La radio è sicuramente un elemento essenziale di tutto il romanzo, il pulpito dal quale si mette in scena il gioco del potere. Compagna notturna di una città dove il marcio sembra non dormire mai. Dopo un accorato discorso alla popolazione, è sempre dalla radio che si diffonde un salmo composto niente di meno che da Martin Lutero. Che in playlist compare nella versione di Bach.

La tracklist

  1. Jumpin’ Jack Flash – The Rolling Stones
  2. Meet me on the corner – Max Bygraves
  3. Let’s spend the night together – The Rolling Stones
  4. Love me tender – Elvis Presley
  5. So what – Miles Davis
  6. Hello it’s me – Todd Rundgren
  7. Help! – The Beatles
  8. Meet me on the corner – Lindisfarne
  9. Ein feste burg ist unser Gott – Johann Sebastian Bach