Gli Amori Belli di Iakovos Anifandakis

di Cristina Nori


Inizio a chiedere perdono per qualche svarione con il greco moderno, ma devo partire dal titolo originale per descrivere questa raccolta di racconti particolarissima, che si fa divorare in un paio di serate.

Όμορφοι έρωτες, letteralmente Amori Belli, ma anche molto di più, se ci facciamo trasportare dalla lingua madre della nostra cultura mediterranea.
La traduzione più comprensiva per Όμορφοι è “belli”, ma, leggendo i racconti di Iakovos Anifandakis potremmo spaziare fino ad “affascinante” e “attraente”.
Stesso discorso per έρωτες, plurale di “eros” che sta a simboleggiare l’amore, ma anche la passione e il desiderio.

Ecco, i racconti di questo autore sono tutto questo: desiderio, passione, sensualità, sentimenti e passioni contrastanti.

I personaggi che l’autore inquadra in brevi quadri di vita hanno più a che fare con gli Eroti della mitologia greca, personaggi del corteo del dio Eros, che impersonano le varie forma dell’amore, da quello coniugale a quello più libero e selvaggio, piuttosto che con gli Amorini che la nostra iconografia ha addomesticato rendendoli putti decorativi.
In Amori Belli la passione e il desiderio invadono e pervadono uomini e donne di ogni età. Non esiste uno o una protagonista che non sia mossa dall’amore, dal desiderio, dalla sensualità. Contano poco gli anni che avanzano o i corpi che si appesantiscono e si fanno “non canonici”: questi corpi che bruciano e patiscono sono il contrario dei corpi patinati da copertina o da sfilata.
Sono le persone in cui ci si imbatte in un commissariato o in un ufficio, che, una volta abbandonata la divisa con cui affrontano la quotidianità, si ritrovano a fare i conti con sé stessi e con l’oggetto del proprio desiderio.
Uso la parola “oggetto” in senso lato e letterario: l’autore non oggettifica nessuno, tantomeno le donne, che scoprono o ritrovano il desiderio e la sensualità.

Poteva lasciare Manuel, ma chi si separa dopo trentaquattro anni, senza un motivo serio? Per contro, perché restare insieme?

Tutto è una scoperta: le prime volte, la curiosità per una persona dello stesso sesso, la passione che si riprende il suo posto quando si pensava di averla sotterrata. Un po’ come nella vita reale, da cui i manichini e i modelli sono lontani anni luce.
Ci sono pochi oggetti nei racconti di Anifandakis; l’orizzonte letterario è occupato in pieno da corpi e movimenti, che a volte si fondono con gli elementi del paesaggio delle isole greche. Sabbia, acqua, piante, ciò che ancora rimane allo stato di natura.

Contro quell’albero, che le scorticava la schiena, feci per la prima volta l’amore con Maria.
La seconda fu in un motel. Io militare, lei aveva marinato la scuola. Tra il suo silenzio e le mie sigarette cercava di trovare un senso.

La musica in Amori Belli di Iakovos Anifandakis

Il libro cita esplicitamente due brani.
Il primo è Chelsea Hotel N.2 di Leonard Cohen, scritta nel 1974 e ispirata al leggendario hotel di New York in cui hanno soggiornato musicisti, attori e autori della Beat Generation. Il brano rispecchia bene lo spirito del libro perché, fra le sue liriche, è richiusa l’essenza del desiderio stesso:

I need you, I don’t need you,
I need you, I don’t need you

Il secondo brano è Summertime in Prague del cantautore greco Panagiotis Kalantzopoulos, dal quale prende il titolo l’omonimo racconto, il più connesso con l’arte dello scrivere e del raccontare.
Per comporre il resto della playlist associata a questa raccolta mi sono ispirata alle suggestioni dei racconti e a ciò che l’autore ha voluto dire con le sue due scelte musicali: non autori mainstream ma cantautori, capaci di raccontare storie nell’arco di tre minuti, di scandagliare la natura umana in cerca delle passioni più profonde.

La mia conoscenza della musica greca è pressoché nulla, a meno che non valgano gli oriundi come nel calcio e anche lì mi fermerei a Diamanda Galàs, quindi opto per due autrici di casa nostra la cui ricerca musicale e compositiva ci regala affreschi di intimità e umanità straordinari.
La prima è Cristina Donà, che con voce vibrante parla di amori sofferenti e imperfetti, come in Ma l’amore no, le cui atmosfere ricordano il racconto La strada per il paradiso. Ho scelto poi Così vicini, che in pochi versi riesce a spiegare perché alcune persone non riescano a stare né insieme, né separate.
La seconda è la cantantessa Carmen Consoli, della quale ho scelto Venere, la quintessenza dell’amore tossico e esasperante, e, per contro, la struggente Moderato in Re Minore, perché l’amore consuma anche quando se ne sente la mancanza.

L’autore Iakovos Anifandakis

IAKOVOS ANIFANDAKIS è nato a Iraklio, Creta, nel 1983 e ha compiuto i suoi studi universitari ad Atene.
È giornalista e si occupa di sceneggiature per radio e tv.
Esordisce come narratore nel 2013 con Volpi sul pendio (ed. Patakis).
Amori Belli è uscito in Italia nel 2025 per Besa Muci con la traduzione di Viviana Sebastio.

Playlist e tracklist di Amori Belli di Iakovos Anifandakis

Ascolta la colonna sonora su Postify: Amori Belli di Iakovos Anifandakis

  1. Chelsea Hotel n.2– Leonard Cohen
  2. Summertime in Prague – Panagiotis Kalantzopoulos
  3. Ma l’amore no – Cristina Donà
  4. Così vicini – Cristina Donà
  5. Venere – Carmen Consoli
  6. Moderato in Re Minore – Carmen Consoli

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