Colpo su colpo – Riccardo Gazzaniga

di Eleonora Pizzi


Spesso si dice che gli scrittori, se cacciassero in un loro romanzo certe cose che accadono davvero nella realtà, verrebbero presi per pazzi perchè nessuno ci crederebbe mai. Il libro Colpo su colpo di Riccardo Gazzaniga è più vero della realtà stessa.

Tu, quando lo prendi in mano e lo apri, non leggi delle parole stampate su carta, no no. Tu piuttosto cammini e corri attraverso una Genova scrostata, con i suoi squarci doloranti, concreti come il Ponte Morandi e le inondazioni del Polcevera, storici come il G8, lasciati a macerare all’aria salata di un mare che sai che c’è, l’hai studiato sui libri di geografia, è lì davanti al naso, ma è inaccessibile, non è per te, non guarisce alcuna ferita e, anzi, a volte ne acutizza il bruciore. Tu ti stai allenando per le creuze e i budelli dentro la stessa carne di Giada, sedicenne atleta di savate, o boxe francese, uno sport da combattimento i cui nomi dei colpi suonano come passi di danza di ballerine in tutù e invece sono montanti, calci e diretti da mozzare il fiato. E, a volte, la vita.

La vita che non è stata generosa con il suo maestro De Roma, contro ogni stigma il più grande campione italiano di savate, che è uscito dalle scene sportive con una sconfitta umiliante e ha perso l’adorata moglie per un tumore e si porta sempre appresso il peso di una croce lontana nel tempo.
La vita che non è lineare per Giada, innamorata persa della sua compagna di scuola Erica, che però non riesce ad amare sotto la luce del sole per gli atti di bullismo tra i corridoi della scuola, per lo scandalo increscioso di essere la figlia dell’integerrima e perfetta portavoce del presidente della Fondazione più ricca, conservatrice e, purtroppo, omofoba della città. Il padre, poliziotto di pattuglia da decenni, pure lui non riesce ad accettare l’omosessualità di Giada, ma rimane più morbido e complice con la figlia, tanto da riuscire a convincere la moglie a permetterle di disputare il suo primo vero incontro, sotto l’allenamento, nientemeno, del leggendario, decaduto, maestro De Roma.

Ciò che appare diventa ciò che siamo.
Mica un concetto nuovo per Simona, anzi, il suo pane, eppure stava scoprendo quanto, se ragionavi in termini di consenso e visibilità, quel concetto di controllo potesse dilatarsi e debordare come un disco vertebrale erniato, comprimendo tutto ciò che toccava: cosa facevi, chi incontravi nel mondo reale, quanto potevi condividere di te.
E il problema riguardava anche le persone intorno a te.

E se girasse la voce che ho una figlia gay, fidanzata con una compagna di classe?
Già, perché era questa la domanda che la tormentava più di tutte.
Eccola lì, dunque, in tutto il suo splendore, la piovra famelica dell’apparenza.
L’apparenza che ingannava.
Che doveva ingannare
.

Colpo su colpo si dipana in argomenti crudi, scomodi, narrati attraverso uno stile e una struttura che non si piega a pietismi e non concede edulcorazioni. Asciugato l’inchiostro della penna di Riccardo Gazzaniga, di Giada rimane la rabbia, la voglia di riscatto e la strenua ricerca di una completa libertà d’espressione del proprio essere e dei propri desideri, mentre di De Roma resta la depressione. I paletti di questo slalom, in cui il lettore va a sbattere a ogni curva contro la nitidezza con cui la storia è mostrata, rischiando di fratturarsi qualche osso emotivo, sono le canzoni scelte dall’autore per plasmare questa realtà più vera del vero.

La soundtrack

Ascolta la colonna sonora: Colpo su colpo – Riccardo Gazzaniga

Tra la colonna sonora dei film di Rocky, autentica roccia a cui Giada si aggrappa nei momenti di sconforto e dolore, i rimandi alla serie tv Game Of Thrones e alla sua soundtrack, il rock da strada di Springsteen e Guns adattissimo a questa Genova brutta sporca e cattiva, in mezzo a tutte le canzoni citate spicca la musica dei Linkin Park, e di Chester Bennington. In particolare, Shadow of the day, da cui Giada estrapola una frase cruciale su cui il suo destino si arrotola, legato al filo del suo maestro De Roma.

Lasciò andare per tutto il pomeriggio quella canzone di Buckley. Una nebbia avvolgeva la mente di De Roma, un’oscurità in cui pensieri e ricordi, realtà e tracce di sogno si confondevano gli uni sopra gli altri. In quella nebbia la sola guida era il dolore che non voleva più provare, il dolore che andava messo a tacere.

Il messaggio

Un libro che nasce dal dolore non può che togliere il velo sulla sofferenza di coloro ai quali ancora non è concesso appieno di vivere e mostrare i propri sentimenti e godere della libertà d’espressione che hanno i privilegiati della società, e sul male d’essere di coloro su cui pesa una nube ottundente chiamata depressione. Sta a chi legge decidere cosa farne, di questo velo strappato via dalle ipocrisie, dal perbenismo e dall’indifferenza: usarlo per asciugarsi le lacrime che gli ha provocato la comprensione del dolore altrui, per riuscire a mettere in discussione le proprie convinzioni e azioni, oppure ricucirlo e aggiungergli pure un doppio strato, per continuare a chiudere gli occhi davanti alla più grande, subdola e insostenibile delle sofferenze, che avvelena la vita e ne può decretare l’appassimento, che, a volte, diventa irrimediabile.

Tracklist

  1. Waiting for the end – Linkin Park
  2. Hey Jude – The Beatles
  3. Azzurro – Celentano
  4. You’ve got time – Regina Spector (“Orange is the new black” main theme)
  5. Hearts on fire – John Cafferty (“Rocky IV” soundtrack)
  6. “The walking dead” main theme – Dominik Hauser
  7. U scrusciu du mari – Olivia Sellerio (“Il Commissario Montalbano” theme)
  8. Eye of the tiger – Survivor (“Rocky IV” soundtrack)
  9. Training montage – Vince DiCola (“Rocky IV” soundtrack)
  10. Burning heart – Survivor (“Rocky IV” soundtrack)
  11. Wrecking ball – Miley Cyrus
  12. Diamanti e caramelle – Stadio
  13. Welcome to the jungle – Guns n’ Roses
  14. Needed me – Rihanna
  15. Help! (live 1965) – The Beatles
  16. With every wish – Bruce Springsteen
  17. “Game of Thrones” main title – Ramin Djawadi
  18. Winter is here – Ramin Djawadi (“Game of Thrones” soundtrack)
  19. Comunisti col Rolex (live) – Fedez e J-Ax live
  20. Hallelujah – Jeff Buckley
  21. Shadow of the day – Linkin Park