Carne mangia carne – Andrea Monticone

di Gabriella Femia
In foto: Andrea Monticone in posa per Read and Play


“Carne mangia carne” è un giallo nato dalla penna del giornalista torinese Andrea Monticone durante il periodo del lockdown. La storia si svolge durante il periodo di quarantena, giorni bui in cui si è passati dal cantare e ballare sui balconi con la speranza di un futuro migliore, al silenzio totale in cui in tutta la città riecheggiavano solo le sirene delle ambulanze che ci facevano piombare nella tristezza.

Ebbene, in quei giorni in cui tutto era congelato, i negozi erano chiusi, la movida torinese era sparita e tutti eravamo soli con noi stessi o, al massimo, con la nostra famiglia, esisteva una realtà nascosta molto attiva che viveva come se il lockdown non fosse esistito. L’autore, in questo racconto, ci porta a conoscenza della mafia nigeriana che, in questo contesto, si incrocia con la nota ‘ndrangheta calabrese.

Editore: Buendia Books

La storia

Tutto parte dal ritrovamento del corpo martoriato, anzi, stranamente mutilato, di uomo anziano. Da questa mutilazione gli inquirenti iniziano ad avere il sentore di cosa ci possa essere dietro e il tenente colonnello Gabriele Sodano indaga utilizzando i metodi a disposizione delle forze dell’ordine: informatori, collaboratori, spie inserite nella mala vita nigeriana. L’indagine porta a scoprire che l’uomo morto è un pensionato della provincia di Reggio Calabria che in passato aveva avuto legami con la mafia calabrese cercando, però, di sottrarsene da giovane andando a vivere a Torino, ma non riuscendoci completamente: inesorabilmente veniva perseguitato dalla mafia della sua terra d’origine. Un giorno si ritrova ad aver bisogno di soldi e utilizza i suoi stessi strozzini per farsi recapitare della droga da smerciare, entra in un giro più grande di lui che non è a conoscenza della lotta tra i clan nigeriani e, soprattutto, delle sue leggi. Lui lo fa per una nobile causa: sottrarre una giovane donna alla vita di strada e per lei perde il cuore. Letteralmente.

Durante la lettura di questo giallo veniamo catapultati in un mondo sotterraneo nascosto che brulica di vita nonostante le regole stringenti del periodo. Ritroviamo una Torino dalle strade vuote, un silenzio surreale che non si ricordava nemmeno durante i famosi agosto degli anni Settanta, in cui chiudeva tutto e per trovare il pane bisognava andare nell’unica panetteria aperta a Porta Nuova. In contrasto, il mondo della malavita è attivo come sempre, il traffico di droga non si ferma e, addirittura, si apre un nuovo scenario malavitoso: a causa del lockdown molti commercianti svendono i loro locali alla mafia nigeriana, questa infatti è l’unica che paga in contanti e subito per l’acquisto delle attività. La gente ha bisogno di soldi, il gioco è fatto.

Lo stile

Monticone ci racconta questa storia, un po’ ingarbugliata ma molto ben sviluppata, con uno stile che spazia tra il classico giallo poliziesco, condendo il tutto con descrizioni crude degli omicidi, fino ad aggiungere un pizzico di ironia tipica dei poliziotti che ti strappano comunque una risata.

Ogni storia, anche la più cruenta, ha la sua parte di ironia.

Il pensiero dell’autore rispetta perfettamente questo libro.

La colonna sonora

La playlist di questo giallo rispecchia molto la musica preferita dell’autore. Apriamo infatti con (Don’t fear) The Reaper, che era la canzone che Monticone ascoltava ossessivamente mentre scriveva il racconto; di fatto il suo racconto è nato grazie a questa canzone.
Ci spostiamo poi su Private Investigation dei Dire Straits passando per, giustamente, Cocaine di Eric Clapton e Somewhere over the rainbow degli Art Pepper, perché un minimo di speranza nel futuro non deve mai mancare.
L’autore nel suo libro cita anche Lady Gaga: la canzone più rappresentativa per noi è Judas, sta al lettore scoprire il motivo leggendo l’opera.
Troviamo anche l’hip hop nigeriano con Duncan Mighty e la sua I don’t give a shot in quanto questo giallo, come già detto, ci porta a conoscere la malavita nigeriana.

Ascolta la colonna sonora: Carne mangia carne – Andrea Monticone

La tracklist

  1. (Don’t fear) The reaper – Blue Oyster Cult
  2. Private investigation – Dire Straits
  3. I don’t give a shot – Duncan Mighty
  4. Can’t find my way home – Steve Winwood, Eric Clapton, Derek Trucks
  5. White rabbit – Jefferson Airplane
  6. Cocaine – Eric Clapton
  7. Have you ever loved a woman – Eric Clapton
  8. Over the rainbow – Art Pepper
  9. Judas – Lady Gaga

L’autore

Andrea Monticone è nato nel 1972. È caporedattore del quotidiano CronacaQui e Premio Vitaliano Brancati 2020 per il giornalismo, annovera una lunga esperienza di cronaca tra Torino e Milano. Ha creato la serie thriller del colonnello Gabriele Sodano.
Tra le sue opere segnaliamo il noir-rock maledetto Marsiglia Blues, Ultimo mondo cannibale, Un assist per morire che si è classificato secondo al Premio Letterario Internazionale Festival Giallo Garda 2019, e i racconti Drew e La mano del morto.
È allergico ai social network (Facebook lo usa solo per acquisire le foto dei protagonisti delle notizie di cronaca di cui si occupa), ama il vecchio rock e il blues, che ascolta rigorosamente in vinile per assaporare il reale sound della musica, è un fanatico del calcio e ama il buon vino.