di Cristina Nori
Arkansas di Chiara Tagliaferri è un lungo viaggio, che potremmo definire un pellegrinaggio in senso quasi sacro, perché porta una coppia in giro per l’Italia e per il mondo per congiungersi con la loro figlia.
Allo stesso tempo è un viaggio etico e morale, attraverso scelte e decisioni difficili.
Credo che la cosa più ardua nella lettura di questo romanzo sia restare un passo indietro rispetto a quest’ultimo punto, evitando gli “io avrei fatto – io avrei scelto”. Perché anche se il dibattito sulla GPA (la gestazione per altri) è un tema su cui tutti possiamo legittimamente avere un’opinione e fare scelte individuali, la storia che porta Chiara Tagliaferri e Nicola Lagioia verso la loro figlia Lula è solamente loro e come tale va letta e rispettata.
In Italia c’è una data che fa da spartiacque: 16 ottobre 2024, data dell’approvazione del DDL 824, che rende la GPA un reato universale. Per intenderci: perseguito penalmente in Italia anche se commesso all’estero.
Prima le coppie e i single italiani che facevano nascere un figlio all’estero tramite GPA erano in una zona grigia – come i protagonisti della storia – in cui le conseguenze potevano esserci o non esserci.
Il dibattito era lasciato sul piano etico, dove si scontravano opinioni contrastanti; Michela Murgia, una presenza che aleggia in tutto il romanzo in quanto amica carissima dell’autrice, sosteneva che ogni donna potesse disporre liberamente del proprio corso, anche gestendo gravidanze a pagamento. Cristina Comencini e Dacia Maraini invece firmarono un appello per la messa al bando globale della GPA, sostenendo che “le donne non sono forni”.
Da questo grande dibattito prende il via la vicenda di una coppia che non riesce ad avere figli, né naturalmente, né attraverso la fecondazione assistita (PMA). Che strada rimane quando anche per l’adozione sono fuori età?
Qui si manifesta la scelta individuale, ancora non vietata dalla legge, di optare per la GPA in un paese in cui la gestazione fosse normata e consentita a livello solidale, ovvero non per lucro.
Scopriamo che, al di fuori del nostro Paese, la GPA è una giungla: si va dalle fabbriche di gestanti in Est Europa e India, alle cliniche a Cipro chiuse per abusi e adozioni illegali, agli USA, dove ogni Stato fa da sé.
Il viaggio per l’Arkansas inizia così.
Questo romanzo è pieno di musica e il viaggio di Chiara e Nicola verso Lula si può raccontare con una grande playlist.
Fra difficoltà, successi apparenti e cadute, come in un gigantesco gioco dell’oca, le pedine sono queste due persone che scansano ostacoli e ricominciano dal via pur di abbracciare la bimba che è già loro.
Torino è la città della grande speranza, con la sua clinica all’avanguardia nella fecondazione assistita, ma si rivela presto la città della tristezza e della delusione. Qui c’è il proprietario dell’appartamento che ascolta gli Ac/Dc, dei quali abbiamo scelto Highway to hell, ma visto il conto salatissimo che l’autrice racconta senza falsi pudori, va bene anche Moneytalks.
Certo Torino è bellissima nelle sue architetture, ma il maestoso ponte della Gran Madre ricorda all’autrice un film di Vanessa Paradis, nel quale la protagonista, che sta per buttarsi giù, potrebbe essere figlia di Belmondo o di Delon. Mica del peracottaro o del kebabbaro dell’angolo, insomma. Beh, questo capolavoro citato dall’autrice merita un altrettanto capolavoro dell’attrice e cantante, la leziosa e zuccherosa Sunday mondays.
Chiara lascerà la mia città al suono di The number of the beast dei Maiden.
Roma apre le porte di una nuova clinica per la PMA al suono di Ceremony, canzone che spacca la storia in due fra Joy Division e New Order, alla morte di Ian Curtis.
Quando la gestazione per altri in Italia si trova ancora nel limbo del concesso all’estero ma vietato da noi, c’è spazio per riflettere sul ricordo dell’unico reato che l’autrice ricorda di aver commesso, un furtarello in un negozio di souvenir inglese, onta che le riporta alla mente Please forgive me di Bryan Adams.
Una volta scelta la GPA e il paese per cui optare, la prima tappa è per la crioconservazione del seme di Nicola, a San Diego, un viaggio che nella fantasia dell’autrice ha il timbro di Manu Chao con Welcome to Tijuana.
Poi ci si mette il Covid. La gente canta qualunque cosa sulle terrazze, a cominciare da Bella ciao, illudendosi che “andrà tutto bene”. Certo, come no.
L’America, quando finalmente riescono a raggiungerla per il parto di Daisy, li accoglie al suono di Keith Richards e Johnny Cash che passano alla radio, mentre l’Arkansas suona come un sassofono, da cui escono le note di Over the rainbow.
Neppure in ospedale manca la musica, perché un enorme cartonato di Dolly Parton ricorda l’opera di educazione che la cantante di Coat of many colors persegue donando libri ai bambini di tutto il mondo.
La strada che porta a Lula sembra ormai giunta alla fine, quando una difficoltà si mette di traverso durante il parto di Daisy. “Siamo i più magri e i più tristi in questo martedì di febbraio” riflette l’autrice in una caffetteria dove risuona Falling in love di Elvis Presley “in cui, forse, stiamo perdendo una figlia”.
Lula però arriva, il miracolo della nascita americana si compie e sembra sia ora di tornare in Italia, dopo giornate calme e senza tempo in cui…
Lula si addormenta con la musica, si sveglia con la musica: le piace Elvis, tutta Loredana Bertè, e Moon river che uso per addormentarla, sia nella versione di Audrey Hepburn che nella mia.
L’Italia del ritorno a tre è un campo minato che impone un prudentissimo slalom gigante ai neo genitori. Sono esilaranti gli episodi di Chiara che, nel racconto di un’amica (ex), spinge un passeggino con dentro un gatto, o di Nicola che mette la sua migliore poker face davanti alla domanda di Gene Gnocchi sull’età della figlia.
Intanto a casa, Lula, ignara del maremoto, mangia tranquilla al ritmo delle canzoni di Raffaella Carrà, imboccata dal papà.
Quasi in chiusura del libro, l’autrice riassume la somma del suo percorso in poche parole piene di significato: “Mia figlia mi somiglia perché l’amore ci rende simili”.
Chiara Tagliaferri è nata a Piacenza e oggi vive a Roma. Il suo romanzo Strega comanda colore è uscito nel 2022 per Mondadori. Con Michela Murgia, sempre per Mondadori, ha pubblicato i libri Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe (2019), Morgana. L’uomo ricco sono io (2021) e Morgana. Il corpo della madre (2024).
Per Storielibere.fm ha curato ed è autrice di diversi altri podcast come Les Diaboliques e Sailor. Dal 2021 conduce gli incontri di “Orizzonti Extra” alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e dal 2025 la sezione “Doppio testo” del Bari International Film Festival.
Arkansas è uscito nel 2026 sempre per Mondadori.
Ascolta la playlist di Arkansas di Chiara Tagliaferri su Spotify.
- Highway to hell – Ac/Dc
- Moneytalks – Ac/Dc
- Sunday mondays – Vanessa Paradis
- The number of the beast – Iron Maiden
- Ceremony – New Order
- Please forgive me – Bryan Adams.
- Welcome to Tijuana – Manu Chao
- Bella ciao – nella versione dei Modena City Ramblers
- Brown Sugar – The Rolling Stones
- I walk the line – Johnny Cash
- Over the rainbow – Judy Garland
- Coat of many colors – Dolly Parton
- Can’t help falling in love – Elvis Presley
- Non sono una signora – Loredana Berté
- Moon river – Audrey Hepburn
- Pedro – Raffaella Carrà